“Noi siamo i nostri limiti”.
Trovo molto bella questa frase.
Ogni giorno leggo sul web contenuti su come superare i propri limiti.
Superare i propri limiti è affascinante. Superare i propri limiti è importante.
In tanti dicono di voler superare i limiti ma difficilmente davvero si vuole riconoscerli.
Tutto questo scavalcare i propri limiti, non riconoscerli, cercare di superarli. Penso che a volte ciò strabordi e finisca per non farci più capire quale sia la nostra strada.
I limiti, al contrario di ciò che spesso si pensa, non sempre sono una brutta cosa.
Certo, dai limiti si rischia di dipendere, di limiti si può essere in difficoltà, ma saper riconoscere i limiti consente anche di orientarsi, dandoci una direzione verso l’Oltre.
Riconoscere i propri limiti consente di scegliere, chi e cosa vogliamo essere con i nostri limiti.
Se allontanarli o se presentarci, farci amicizia, approfondire la conoscenza, accoglierli.
Se identificarci nei nostri “posso farlo” o se rimanere immobili in tutti i nostri “non sono capace”.
Sono proprio i limiti, se li riconosciamo, che ci aiutano a dare il 100% nelle situazioni della vita.
Questo è proprio quello che ho imparato nella mia vita da Imprenditore e Coach: per valutare bene bisogna partire dai propri limiti.
I limiti sono i nostri confini; sono lo spazio in cui possiamo agire e determinano la nostra identità.
Quando noi ci identifichiamo nei nostri limiti, li riconosciamo, accade una magia: si crea il punto d’incontro con l’altro.
Il confine ha sempre questa ambivalenza: io ora non arrivo oltre, ma da lì in poi c’è l’altro da cui imparo; c’è l’altro di cui ho bisogno; c’è l’altro con cui devo convivere.
Noi siamo i nostri limiti, comunicare bene nell’incertezza è incarnare i propri limiti.
Ciò significa, per esempio, riconoscere i propri limiti di conoscenza; riconoscere i propri limiti emotivi e caratteriali; riconoscere i propri limiti di competenze.
Perché ogni volta che ho riconosciuto un limite ho fatto spazio a qualcuno che potesse aiutarmi a superarlo insegnandomi e a cui io, a mia volta, ho insegnato qualcosa.
Se io invece questi limiti non li conosco e credo di poter vivere di me stesso e delle mie visioni, il rischio è che vedrò ogni presenza dell’altro come un’invasione, cioè non riconoscerò che è oltre me, ma lo sentirò invadente nel mio mondo e lo aggredirò.Questa è una sfida che mi sono sempre posto: sensibilità per i limiti che tracciano la mia strada, per l’incertezza che mette in dubbio le mie credenze e mi fa evolvere.

